Cosa sono SEPA, SDD core, SDD B2B, RID, IBAN, Bic, SWIFT?

SEPA , SDD , B2B

 

Probabilmente la tua banca ti avrà già inviato un avviso sul cellulare, oppure via mail e comunque avrai ricevuto una lettera che contiene una comunicazione relativa alla SEPA e/o alle altre sigle che hai letto sopra.

Lo so, lo so, anch’io ho storto il naso ed ho pensato che fossero altre cose difficili per non farci capire realmente di cosa si tratta.

Ma ti posso tranquillizzare.

La cosa, teoricamente, dovrebbe avere un vantaggio per tutti e quindi anche per noi clienti delle banche.

Scrivo questo articolo per semplificare un po’, visto che il “burocratese” permane ancora su tutte le comunicazioni ufficiali e questo, a scapito della chiarezza e della rapidità di comprensione.

Per semplificare di molto la cosa, ti dico subito che tutto il “cambiamento” partirà dal 1 febbraio 2014.

Questo “cambiamento” interesserà tutti i possessori di un conto corrente e tutte le persone che dovranno pagare qualcun altro tramite bonifico, che sia in Italia o in qualsiasi stato appartenente alla SEPA.

Ma cos’è la SEPA?

La SEPA è  l’Area unica dei pagamenti in euro (in inglese: Single Euro Payments Area, o SEPA) ed è una zona “fittizia” composta da 33 paesi aderenti:

17 Paesi della UE che utilizzano l’Euro come loro valuta (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania,Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi,Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), 11 Paesi della UE che utilizzano una valuta diversa dall’Euro sul territorio nazionale, ma effettuano comunque pagamenti in Euro (Bulgaria, Croazia, Danimarca, Lettonia,Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria) e altri 5 Paesi Europei esterni all’UE che effettuano pagamenti in Euro (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Principato di Monaco e Svizzera).

Si, ma cosa cambia?

Per quanto riguarda i bonifici, verranno uniformate le procedure a livello europeo, con un adeguamento e uniformità di costi, tempi di esecuzione e modalità.

Fare un bonifico dall’Italia su un conto di un beneficiario appartenente ad uno stato della SEPA, sarà quindi semplice e immediato come farlo tra due beneficiari italiani.

Ora per eseguire un bonifico serve il codice IBAN (le coordinate bancarie internazionali che dal 1° gennaio 2008 hanno sostituito le vecchie coordinate nazionali fatte da ABI (codice a 5 cifre che identifica l’Istituto Bancario), CAB (codice a 5 cifre che identifica lo sportello) e numero di conto corrente (12 caratteri alfanumerici)  e, verso l’estero anche il codice BIC (meglio conosciuto come SWIFT, un codice da 8 a 11 cifre che identifica un istituto bancario a livello mondiale).

Se stai leggendo queste righe è facile che tra gennaio e febbraio 2016 tu abbia ricevuto altre comunicazioni dalla tua banca, ma l’argomento è questo:

Dal 1 febbraio 2016 per il bonifico SEPA non serve piu’ inserire il BIC e anche i RID finanziari e RID ad importo fisso, cessano di esistere del tutto (avevano avuto una proroga fino al 31 gennaio 2016) e diventerano SDD.

L’IBAN è un codice alfanumerico di 27 caratteri, composto da due lettere che identificano la nazione (IT per l’italia), 2 cifre di controllo o CIN Europeo e il codice BBAN nazionale (formato dal CIN, ABI e CAB e numero di conto).

Per quanto riguarda l‘addebito diretto, quello che fino ad oggi abbiamo conosciuto come RID, cambierà in SEPA DIRECT DEBIT (SDD). Servirà quindi per le domiciliazioni su conto corrente di quelle spese ricorrenti tipo bollette di utenze (acqua, luce, gas, ecc.ecc. ) o rate di prestiti di finanziarie.

Ma potranno essere usate anche per un addebito una tantum (in futuro, si potrà ad esempio acquistare via internet e farsi addebitare direttamente l’importo con questo tipo di servizio).

SDD

Gli addebiti SDD, saranno di 2 tipi a seconda del tipo di debitore: gli SDD Core saranno per i soggetti identificati come CONSUMATORI, mentre gli SDD B2B saranno per i soggetti AZIENDE o comunque NON CONSUMATORI.

(Consumatori e Non Consumatori, è il modo con il quale la banca identifica il tipo di cliente, utilizzando diverse modalità di gestione e rispetto della normativa e lo trovi nel contratto di apertura dei rapporti).

L’attivazione dell’addebito diretto, avverrà come succede ora per il RID, sottoscrivendo un mandato direttamente con il fornitore dei servizi che verrà autorizzato per il tramite della sua banca ad addebitare il nostro conto per l’importo dei servizi o beni acquistati.

Diventerà piu’ semplice attivare questi addebiti diretti, che potranno essere richiesti anche via internet (alcune società lo permettono già).

Il consumatore sarà maggiormente tutelato in caso di contestazioni o addebiti errati o fraudolenti, con tempistiche più agevoli: se avevi autorizzato l’addebito ma la somma ti sembra errata, hai 8 settimane di tempo dalla data in cui è avvenuto l’addebito per richiedere il rimborso;

se invece si tratta di un’operazione che non avevi autorizzato, hai 13 mesi di tempo.

Nel primo caso il rimborso avviene entro 10 giorni lavorativi dal momento in  cui è stato riconosciuto il tuo diritto a goderne, nel secondo, accertata la mancata autorizzazione, il rimborso è immediato.

Tuttavia, per limitare i rischi di attività fraudolente è buona norma avvisare la tua banca il più  presto possibile di un addebito non autorizzato.

Avrai cosi’ la possibilità di creare liste di creditori indesiderati o limitare l’importo per uno o piu’ addebiti, per garantire maggiormente la sicurezza.

Cosa devo fare se ho ricevuto le comunicazioni?

Ecco dopo tutta la spiegazione, quello che veramente ti interessa: in pratica non devi fare assolutamente niente se non devi cambiare volutamente qualcosa.

Le aziende ti comunicheranno, che in ASSENZA di tue comunicazioni, loro passeranno direttamente da RID a SEPA SDD CORE  i tuoi addebiti diretti su conto corrente riguardante le loro utenze, dal 1 febbraio 2014. Sono obbligate a comunicartelo entro il 31 dicembre 2013.

Se vuoi modificare le autorizzazioni, invece, dovrai ricompilare e firmare nuovi moduli SEPA.

La banca ti metterà al corrente di questi cambiamenti e probabilmente lo avrà gia’ fatto.

Per quanto riguarda i bonifici, in linea di massima non cambierà l’attuale modalità, perche’ l’utilizzo dell’IBAN era già molto diffuso ed era il passaggio naturale verso la SEPA.

Per chi fa bonifici esteri, piu’ avanti potrà evitare di inserire anche il BIC.

Archivia quindi tranquillamente le lettere ricevute e rilassati. Almeno per il momento…..

 

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