Da oggi entra in vigore l’ Arbitro per le Controversie Finanziarie

Se hai problemi con un intermediario finanziario relativamente a presunte violazioni di obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (o ACF)  è lo strumento giusto per far valere e tutelare i tuoi diritti.

Possono essere sottoposte all’ACF solo controversie tra un investitore “retail” e un “intermediario”, come individuati dal Regolamento sull’ACF [art. 2, comma 1, lett. g) e h)].

Avrai la possibilità di richiedere risarcimenti fino a 500.000 euro per violazioni inerenti a prestazioni di servizi di investimento e gestione collettiva del risparmio per richieste di risarcimento.

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie non può ricevere il ricorso se prima non è stato presentato un reclamo all’intermediario  e questo non ha risposto al tuo reclamo nei 60 giorni previsti, oppure ti ha dato una risposta che ritieni non soddisfacente. Non può ricevere il ricorso anche se la stessa controversia è pendente presso un altro organismo di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Per investitori “retail” si intendono i risparmiatori – anche imprese, società o altri enti – che non possiedono particolari competenze, esperienze e conoscenze, invece possedute dagli investitori “professionali”.

E per intermediario i soggetti abilitati di cui all’articolo 1, comma 1, lettera r), del TUF, ovvero:

  •  le SIM, le imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia, le imprese di investimento extracomunitarie,
  • le Sgr,
  • le società di gestione armonizzate,
  • le Sicav
  • gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del testo unico bancario
  • le banche italiane,
  • le banche comunitarie con succursale in Italia
  • le banche extracomunitarie,

autorizzate all’esercizio dei servizi o delle attività di investimento, anche con riguardo all’attività svolta per loro conto da parte di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (ovvero i “vecchi” Promotori Finanziari di cui all’articolo 31 del TUF; –

  • la società Poste Italiane – Divisione Servizi di Banco Posta – autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, anche con riguardo all’attività svolta per suo conto da parte di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede;
  •  i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria di cui, rispettivamente, agli articoli 18-bis e 18-ter del TUF; 2
  •  i gestori di portali per la raccolta di capitali per start-up innovative e PMI innovative di cui all’articolo 50-quinquies del TUF;
  •  le imprese di assicurazione limitatamente all’offerta in sottoscrizione e al collocamento di prodotti finanziari di cui all’articolo 1, comma 1, lettera w-bis), del TUF dalle stesse emessi

 

L’istituzione è avvenuta il 3 giugno, presso la Consob con delibera n. 19602 del 4 maggio 2016 poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 116 del 19 maggio 2016.

Con delibera n. 19783 del 23 novembre scorso, è stata determinata la data di avvio dell’operatività ad oggi, 9 gennaio 2017.

Il sistema decisorio è simile a quello fornito dall’Arbitro bancario Finanziario (ABF) istituito presso la Banca d’Italia che si occupa di controversie relative a servizi bancari e finanziari.

Gli intermediari sono obbligati ad aderire e l’accesso all’Arbitro è del tutto gratuito per l’investitore che entro 90 giorni vedrà ricevere risposta alle sue richieste.

Come funziona?

La gestione della pratica di ricorso avviene completamente online salvo che per i primi due anni nei quali è prevista anche una gestione cartacea dell’invio del ricorso.

L’Arbitro, entro i tempi previsti, sentite le ragioni dell’investitore e dell’intermediario, procede a rendere nota la sua decisione, formulando eventualmente il giusto comportamento che avrebbe dovuto tenere l’intermediario nei confronti del risparmiatore e indicando, nei casi dovuti, anche il diritto al risarcimento del danno subito.

Come per l’ABF, la decisione del collegio non è vincolante per l’investitore che può comunque ricorrere all’autorità giudiziaria.

Nel caso in cui l’intermediario non dia esecuzione alla decisione assunta, è prevista a suo carico la sanzione che prevede la pubblicazione dell’inadempimento.

 

Approfondimenti:

Questo è il sito dell’ACF:   https://www.acf.consob.it/

Questo è un utile manuale (clicca per scaricare) per il risparmiatore con gli approfondimenti necessari e soprattutto con l’indicazione dei casi poiché non tutte le controversie finanziarie possono essere valutate dall’ACF. E’ un punto sul quale fare attenzione per evitare di sprecare energie in ricorsi inutili.



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